La vecchia bicicletta

scritto da TonyC
Scritto 11 ore fa • Pubblicato 11 ore fa • Revisionato 11 ore fa
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Autore del testo TonyC

Testo: La vecchia bicicletta
di TonyC

La vecchia bicicletta

 

Vado in cantina,

faccio due passi

e qualche gradino.

 Il dottore me l’ha consigliato.

Vai, torna presto!

  Dice mia moglie,

  la cena è pronta!

 

Apro la porta della cantina

 vedo la vecchia bicicletta

lì che mi aspetta.

 

E’ coperta di polvere,

 è un po’ arrugginita.

Povera bicicletta

ti avevo dimenticata!

 Oggi ti ho notata.

 

Ti tocco la  sella

e giro i pedali,

 un mezzo giro riescono

appena a fare.

 

 La scioltezza d’un tempo

non ce l’hai più.

  Povera bicicletta

 come sei vecchia!

Vai sempre più giù.

 

 

 Non potrai più fare

la tua bella figura

 degli anni migliori.

Il trillo del campanello, 

è un suono roco

e senza eco.  

 

La guardo con un sospiro;

 e lei sembra dirmi:

 portami fuori a fare un giro,

non dico sulle montagne,

basta un giro qui nel cortile;

un po’ le ruote

voglio sgranchire.

 

Sei in uno stato un po’ pietoso!

 I cerchioni e le ruote

son pieni di ruggine,

  flaccide e molli sono le gomme

tutte piene di rughe.

 

 Un giorno te lo prometto

 ti farò fare un bel giretto

 adagiata in un carretto!

 

Adesso in casa

 devo rientrare,

 mia moglie mi aspetta

 a cenare.

Doman ti prometto

di venirti a trovare

 per fare due chiacchere

sul tempo passato.

 

Il giorno dopo

la promessa mantengo

 per sgranchirmi le gambe

 in cantina scendo

e seduto su una panchetta

 incomincio a parlare

 con la mia vecchia

 bicicletta.

 

 Ricordi le lunghe strade

 che insieme abbiamo percorso,

 le fatiche che abbiamo affrontato

 nelle salite a perdifiato?

 

Allora tutti e due 

giovani eravamo

 e l’un l’altro ci aiutavamo.

Io spingevo sui pedali 

e tu spingere ti lasciavi. 

 

 

Tante volte nelle salite

 i pedali erano stanchi

e non volevan girare.

 Costretto ero a fermarmi

 per farti riposare.

La bicicletta 

non ne può più, dicevo.

  Nei pedali con forza premevo,

ma lei di muoversi  

sapere non ne voleva .

 

   Benissimo sapevo

che ero io

che più non ne potevo.

 La bicicletta 

 in questa storia vera 

colpevole non era!

 

Or che sei lì,

 e appena appena 

 in piedi stai,

 sulle strade 

vorresti tornare?

Ma che figura potresti fare?

 

Per non volerti mortificare

ad un chiodo t’appendo,

per non vederti a terra crollare.

 

Poi ogni tanto scendo

e ti vengo a trovare;

così siam contenti

e possiamo parlare.

 

La vecchia bicicletta testo di TonyC
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